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Pianeta ed il nuovo decreto “Parco Agrisolare”  (GU Serie Generale n.152 del 01-07-2023)

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale nuovo decreto “Parco Agrisolare” (GU Serie Generale n.152 del 01-07-2023)

Dopo aver portato a finanziamento la totalità dei progetti presentati nel corso del primo bando di finanziamento del “Parco Agrisolare” ( 12 impianti fotovoltaici ammessi a contributo per complessivi 732 kWp dotati di sistemi di accumulo per complessivi 620 kWh, importo previsto interventi pari a 1,7 milioni di euro) siamo pronti a raccogliere adesioni per la predisposizione delle richieste di ammissione al nuovo bando.

Ricevuto il via libera della Commissione europea, intanto il nuovo decreto del bando Agrisolare è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (link  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/07/01/23A03736/sg ).

Il testo finale conferma le novità contenute nella versione inviata a Bruxelles, che rendono molto più attraente la misura: con le nuove regole cresce il contributo, raddoppiano tetti di spesa e taglia massima del fotovoltaico e si elimina, per alcuni casi, il vincolo dell’autoconsumo, che può essere anche condiviso.

Ora si attende la pubblicazione del nuovo bando da parte del Gse, soggetto attuatore della misura, e a proposito è importante il chiarimento dato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che le imprese possono rinunciare alle agevolazioni concesse con la prima procedura del bando per accedere alla nuova chiamata.

Riassumiamo qui sotto cosa prevede il nuovo decreto, nell’ultimo paragrafo la spiegazione del ministro su come “migrare” dal vecchio al nuovo regime.

Le novità sull’autoconsumo

Il decreto finale, che stanzia risorse per circa un miliardo, conferma il testo firmato e trasmesso all’esecutivo Ue.

Tra le modifiche più importanti alle regole del bando, nel nuovo decreto c’è la revisione e la parziale rimozione del contestato vincolo di autoconsumo.

Questo vincolo nel nuovo testo vale solo per le aziende agricole di produzione primaria, e può essere soddisfatto anche con un “autoconsumo condiviso” nel caso più imprese si aggreghino.

Si intende soddisfatto il requisito di autoconsumo se la capacità produttiva annua dell’impianto o degli impianti non supera il consumo medio annuo combinato di energia termica ed elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare. La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo medio annuale.

Per l’autoconsumo condiviso il fabbisogno energetico da considerare è quello di tutti i soggetti beneficiari che costituiscono l’aggregato, che devono ricadere tutte nella stessa categoria: un’impresa della produzione agricola primaria non potrà dunque unirsi ad una per la trasformazione di prodotti agricoli, ma solo a un’altra azienda agricola per la produzione primaria.

I nuovi limiti di spesa

Non cambiano, rispetto al precedente decreto, gli interventi ammessi, mentre si rivedono al rialzo tetti di spesa e la potenza FV incentivabile.

L’intervento principale incentivato è l’installazione di impianti fotovoltaici con potenza di picco tra 6 kW e 1 MW sui tetti/coperture di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, eventualmente abbinati a sistemi di accumulo e/o colonnine di ricarica per mezzi elettrici.

In aggiunta, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi: rimozione e smaltimento dell’amiantoisolamento termico dei tetti; realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto.

Questi i nuovi limiti di spesa:

  • Fotovoltaico: 1.500 €/kWp
  • Sistemi di accumulo: 1.000 €/kWh fino a un massimo di 100.000 euro
  • Colonnine di ricarica: 30mila euro
  • Rimozione e smaltimento dell’amianto, isolamento termico e sistema di aerazione connessi alla sostituzione del tetto: 700 € per ogni kWp fotovoltaico installato.

L’Iva è un costo ammissibile solo se non è recuperabile.

È consentita la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture anche diverse da quelle su cui si opera la bonifica dall’amianto, purché appartenenti allo stesso fabbricato ed è ammessa l’opera di bonifica anche su superfici superiori a quelle dell’installazione di impianti fotovoltaici, sempre però nello stesso fabbricato.

Il contributo

Aumenta, rispetto al bando precedente, la quota di contributo a fondo perduto sulla spesa. Queste le percentuali aggiornate:

  • 80% per le aziende della produzione agricola primaria che fanno autoconsumo o autoconsumo diffuso (con 693.031.470 € a  disposizione);
  • 30% per gli investimenti delle aziende della produzione agricola primaria oltre il vincolo di autoconsumo o autoconsumo diffuso (75 milioni €);
  • 80% per le aziende del settore della trasformazione di prodotti agricoli (per le quali non ci sono vincoli sull’autoconsumo, 150 milioni €);
  • 30% per il settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (senza vincoli sull’autoconsumo, 75 milioni €).

Per le categorie con contributo al 30%, l’intensità di aiuto può essere aumentata di:

  • 20 punti percentuali per le piccole imprese;
  • 10 punti percentuali per le medie imprese;
  • 15 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone svantaggiate.

Le risorse

Come detto si assegnano risorse per circa 1 miliardo di euro.

Alle imprese della produzione agricola sono destinati 775 milioni, ripartiti tra contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili e con vincolo di autoconsumo (anche condiviso), per quasi 700 milioni di euro, e contributi a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo, per 75 milioni di euro.

Gli altri 150 milioni vanno alle imprese della trasformazione agricola (con contributo a fondo perduto fino all’80% senza vincolo di autoconsumo) e 75 milioni di euro a favore delle imprese dell’agroindustria (con contributo a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo).

Passare dal vecchio al nuovo bando

A riguardo, il ministro, con una risposta scritta a un’interrogazione (allegato in basso), ha chiarito le modalità con cui le aziende agricole beneficiarie ammesse con il primo decreto possono rinunciare per partecipare al secondo bando.

“Le imprese interessate potranno esercitare la facoltà di rinuncia all’agevolazione precedentemente concessa” dopo la partecipazione alla prima chiamata, per partecipare al nuovo bando, anche trascorso il limite dei 30 giorni, che non è perentorio, ha spiegato.

In ogni caso “resta ferma la previsione secondo la quale i progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda da parte del soggetto beneficiario” e le imprese devono formalizzare la rinuncia alle agevolazioni ottenute nella chiamata precedente prima dell’istanza di adesione al nuovo bando”.

Il Gse, ha spiegato il ministro, “sta procedendo al riesame delle istanze pervenute, allo scopo di valutare la sussistenza dei presupposti per una loro riammissione”, un’attività che “si concluderà prima dell’emanazione del nuovo bando”.

 

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